Origini dei cognomi più comuni in Italia: scopri la mappa di provenienza

La geo-localizzazione dei cognomi più diffusi in Italia

Conoscere le origini dei cognomi della propria famiglia è da sempre una delle delle curiosità che più affascinano e intrigano, inducendo molte persone a effettuare vere e proprie ricerche storiografiche specifiche.

Effettuare censimenti e indagini storico-scientifiche sulle origini dei cognomi italiani più diffusi si rivela, però, un’impresa assai ardua, data la complessità e la frammentazione tipica del nostro territorio, che si ripercuotono su tutta la sua storia nazionale, civile, politica e antropologica, andando a interessare, di conseguenza, anche lo specifico ambito della diffusione dei cognomi.

Uno studio di tale genere è reso ancora più complesso, dalle innumerevoli influenze derivate dalla storia nazionale e da quella locale, dalle vicende private delle varie famiglie e dei singoli individui, dall’interpretazione documentale e dagli influssi extra-nazionali.

La storia dei cognomi italiani è lunga, quasi infinita e si perde nella notte dei tempi, interagendo con l’immensa vastità geografica fisica e di tutti gli influssi socio-culturali presenti nel territorio.

Ha dovuto lottare contro interazioni, abbreviazioni e variazioni linguistiche, nonché con banali errori di trascrittura e interpretazione degli antichi documenti che, scritti a mano, presentano, talvolta, grafie molto difficili da interpretare.

Origini dei cognomi italiani: dall’antica Roma all’Unità

La storia e le origini dei cognomi scorrono parallele a quella dell’uomo: originariamente, infatti, non esistevano i cognomi, come oggi noi li intendiamo, quanto piuttosto appellativi, patronimici o agionimi che contraddistinguevano, non la gens (nel senso di famiglia), ma il vis, l’individuo singolo.

Effettuare una ricerca storica sul significato e le origini dei cognomi, richiederebbe un’indagine molto più approfondita di questa, per cui procediamo, in questa sede, a un breve riassunto che accenni ai momenti salienti, pur mostrando l’evoluzione che ha portato dall’uso del nomen a quello del cognome.

Basti sapere, dunque, che in epoca romana si era soliti contraddistinguere gli individui con tre distinti appellativi: il prænomen indicava generalmente quello che oggi consideriamo il nome di battesimo; il nomen individuava la gens di appartenenza (e quindi era molto simile all’attuale cognome), mentre il cognomen era una specie di soprannome (o appellativo) che sottolineava una caratteristica o una peculiarità speciale di una determinata stirpe o famiglia.

Tracce del cognomen restano, ancora oggi, negli appellativi familiari dialettali, tipici di moltissime zone d’Italia.
A partire dall’età repubblicana si prese l’abitudine di unire nomen e cognomen, trasformandoli in un supernomen, risultato di un’abbreviazione che forniva indicazioni sia sull’origine storica e geografica della famiglia, sia sulle prerogative specifiche con le quali la si poteva descrivere: un mestiere, una caratteristica fisica o morale, un titolo, qualità o difetto.

Nel medioevo, a seguito dell’aumento demografico, dell’incremento degli scambi culturali e commerciali e alla maggiore frequenza degli spostamenti delle persone, vennero introdotte nuove forme ufficiali di identificazione degli individui e, gradualmente, si assistette alla formazione del vero e proprio cognome modernamente inteso, ovvero un appellativo, unito al nome di battesimo, che veniva tramandato per via ereditaria, di generazione in generazione, di padre in figlio e di marito in moglie.

Inizialmente, il Concilio di Trento riconobbe nel cognome, ovvero nell’appellativo affidato a ogni bambino battezzato, l’emblema della costituzione della collettività religiosa cristiana, mentre con l’Unità d’Italia si rese obbligatorio il censimento di ogni nuovo nato all’interno dei singoli comuni, al fine di individuare in modo scientifico il numero delle famiglie presenti sul territorio.

Origini linguistiche del cognome: etimologie, influssi, variazioni

Facendo parte della storia dell’uomo, i cognomi hanno risentito, per ovvie ragioni, anche di tutti gli influssi culturali e linguistici che, da sempre, caratterizzano la storia d’Italia.

Territorio spesso conteso e ambito, al centro delle principali vie commerciali, il nostro paese ha risentito di invasioni, passaggi, soggiorni e, in generale, di influssi provenienti da ogni parte del mondo e che, in modo più o meno invasivo, si sono radicati nelle diverse zone territoriali.

È anche per questo che, ricercando le origini dei cognomi italiani più comuni, non sarà raro imbattersi in derivazioni elleniche, orientali, germaniche o romanze.

Tramite l’analisi semantica e linguistica delle origini dei cognomi sarà, dunque, possibile apprestarne una prima mappatura geografica, risalendo lungo le correnti dei legami e delle relazioni tra le aree soggette ai diversi influssi e la diffusione di specifici cognomi (o derivazioni di cognomi).

Le origini dei cognomi dei vari Rossi (o Russo), Svevo, Turco (o Turci), o l’ellenico Schirò, ad esempio, sono le aree settentrionali che furono oggetto delle invasioni barbariche, quelle meridionali e orientali, per decenni assoggettate alla dominazione turca e le zone del centro Italia che, più di altre, subirono per intere epoche gli influssi provenienti dalla vicina Grecia.

Non si può tralasciare, poi, un altro gruppo semantico di cognomi, quantitativamente molto ampio e diffuso ovunque, lungo tutto lo stivale: si tratta degli agionimi o di appellativi di esplicita connotazione religiosa, quali Diotallevi, Casadio (o Casadei), Esposti (Degli Esposti), Innocenti.

Questi cognomi erano generalmente assegnati a figli illegittimi o non riconosciuti, orfani e bambini abbandonati presso orfanotrofi e istituti religiosi: per approfondire questo specifico argomento, suggeriamo l’interessante lettura presente su Wikipedia.

Origini dei cognomi: mestieri ed emblemi

Esistono, infine, una serie di cognomi che derivano, con tutta probabilità, da mestieri e merci commercializzate, da attributi fisici, caratteriali o morali, propensioni politiche o religiose.

I numerosi Fabbri, Barbieri, Castellani, Ferrero, Rossi, Bianchi, Neri, Verdi, Rubino, Lana identificano tutti cognomi che di certo, in origine, indicavano famiglie particolarmente rinomate per determinate professioni o commerci, esponenti delle maggiori fazioni politiche oppure soggetti con spiccate caratteristiche fisiche.

Tuttavia, per diventare cognome, questi appellativi dovettero aspettare intere generazioni, evolvendo dall’iniziale semplice soprannome e divenendo poi emblema di una stirpe familiare, ma allontanandosi, fisicamente e temporalmente, dal proprio significato originario.

Anche in questo caso, è impossibile individuare con precisione le specifiche aree di diffusione dell’uno o dell’altro, dal momento che si tratta di alcuni dei cognomi maggiormente diffusi a livello nazionale.

Censimento dei cognomi italiani: la frammentazione generale

Da un recente censimento dei cognomi italiani, è risultato come, all’oggi, siano presenti, nel nostro paese, oltre 350.000 cognomi diversi, assegnando all’Italia il primato di nazione europea col numero maggiore di cognomi.

Realizzare una cartina geografica delle origini dei cognomi, completa e dettagliata, è dunque un’impresa pressoché utopica, ma per chi volesse sarà possibile sfruttare svariati siti online, in grado di effettuare ricerche specifiche, come, ad esempio, l’Associazione Araldica Genealogica Italiana o la stessa wikipedia che, per un discreto elenco di cognomi prevede anche l’indagine storica ed etimologica.

Rintracciare le origini dei cognomi significa creare la mappa genetica della propria famiglia, scoprendo aspetti, derivazioni e influssi talvolta inaspettati e inattesi: per ottenere il vostro albero genealogico personalizzato potrete inviare una richiesta a Origini di Famiglia.